Le storie d’amore che non tramontano sono rare, e quella tra Pepe Reina e la città di Napoli rientra a pieno titolo in questa categoria. L’ex portiere spagnolo, protagonista in azzurro tra il 2013 e il 2018, è tornato a parlare del suo legame con la città partenopea durante un intervento al podcast ‘Offsiders’, esprimendo un affetto profondo e duraturo.
L’amore per Napoli, ha rivelato Reina, è sbocciato ben prima del suo trasferimento. “Non conoscevo il Napoli prima“, ha confessato. “Ci ero stato nel 2003 con mia moglie, allora la mia ragazza, durante una crociera. Mi innamorai della città, della sua storia, dell’atmosfera vivace e andalusa, del carattere della gente. Feci una foto al San Paolo, che conservo ancora“. Dieci anni dopo quell’istantanea, il destino lo ha portato a Napoli, prima in prestito con Benitez nel 2013, poi dopo una parentesi al Bayern Monaco, il ritorno definitivo nel 2015. Le stagioni con Sarri sono state straordinarie, culminate con la vittoria di una Coppa Italia e lo status di idolo dei tifosi. “Napoli è stata la città dove abbiamo vissuto i momenti più belli della nostra vita“, ha aggiunto. “È una città unica, bisogna accettarla per quello che è“.
È nel ricordare il rapporto con i napoletani che Reina si lascia maggiormente emozionare. “Al ristorante ero trattato come un re“, ha ammesso. Ha poi condiviso un aneddoto particolarmente commovente: “Ogni lunedì ricevevo a casa frutta e verdura in omaggio, e non solo. Dicevano che portasse fortuna“. Un affetto sincero che lo spagnolo ha sempre percepito: “Fin dal primo giorno ho sentito che mi davano tutto quello che avevano: sono persone dal cuore grande, appassionate di calcio, che lo vivono come una religione“. Questa connessione profonda lo porta a dire: “Essere un calciatore a Napoli significa vivere a un livello completamente diverso rispetto al resto del mondo“. Un equilibrio, sia professionale che personale, che Reina ha ritrovato grazie alle sue origini meridionali. “Il sole, il mare, una gente amichevole e calorosa. Io e mia moglie siamo del sud, i miei genitori sono di Cordoba, lei è di Cordoba: ero abituato a questo tipo di ambiente“. Parole che confermano il suo legame indissolubile con la città, tanto da essere ricordato come “il fratello maggiore” che ha espresso il rimpianto di non aver conquistato lo scudetto, definendola “la mia vittoria più grande“, e che sogna un futuro ritorno come allenatore.