Gabriele Gravina, ex presidente della FIGC, ha condiviso alcuni retroscena con il Corriere dello Sport, parlando anche di un possibile ritorno di Roberto Mancini come CT dell’Italia.
La riforma arbitrale rimane un punto dolente. Gravina ha espresso rammarico per il blocco del Collegio su quanto era stato pianificato per aggiornare i regolamenti. Ha criticato l’Associazione Italiana Arbitri (AIA), definendola un’organizzazione che ha visto cambiare quattro presidenti in quattro anni e che è afflitta da lotte interne. Secondo Gravina, questo porterà a ulteriori problematiche a discapito degli arbitri, che restano comunque delle eccellenze, e ha sottolineato la necessità di una profonda rivoluzione dell’AIA.
Riguardo alla giustizia sportiva, Gravina ha affermato che il sistema attuale è un modello all’avanguardia, con un codice aggiornato e magistrati di alto livello. Ha garantito che l’autonomia della giustizia sportiva non è mai stata compromessa.
Interrogato su cosa farebbe se fosse al posto di Mancini per tornare in Nazionale, Gravina ha rivelato che l’ex CT gli aveva chiesto di riprendere un percorso interrotto. Tuttavia, Gravina aveva già optato per Gattuso, ritenendo che quest’ultimo avrebbe dovuto proseguire dopo la partita contro la Bosnia. La scelta del nuovo commissario tecnico, ha precisato, spetta al suo successore.