Nonostante la rosa del Napoli disponga di elementi di valore, il mercato della squadra partenopea non ha ancora visto movimenti significativi. A meno di venti giorni dall’inizio del campionato, le lacune nella squadra appaiono evidenti, sebbene non vi sia un cartello di “lavori in corso” esposto al centro sportivo di Castel di Sangro.
Al di là delle gerarchie tra i portieri, con Meret che ha superato Vanja Milinkovic-Savic (in procinto di partire), le problematiche in difesa sono sotto gli occhi di tutti, aggravate dall’infortunio di Alessandro Buongiorno, che sarà indisponibile per diversi mesi. La scelta di puntare su Rafa Marin e Luca Marianucci al fianco di Amir Rrahmani, nell’anno del centenario, solleva interrogativi. Ci si chiede inoltre se esista un’alternativa valida al difensore kosovaro e chi possa ricoprire il ruolo di vice Giovanni Di Lorenzo. Si attende anche un sostituto per Juan Jesus, ceduto al Bayer Leverkusen per 30 milioni.
Persistono incertezze anche a centrocampo, con Frank Zambo Anguissa in scadenza di contratto e un rinnovo improbabile. In attacco, mentre Rasmus Højlund è confermato titolare, Lorenzo Lucca e Romelu Lukaku sono dati in uscita. La domanda resta: arriverà un bomber di comprovata affidabilità? L’allenatore Massimiliano Allegri, intervenuto al Teatro San Carlo, ha definito il progetto “competitivo e sostenibile”, trovando l’apprezzamento di Aurelio De Laurentiis. Se il tecnico toscano si dichiara soddisfatto, l’ambiente si dichiara fiducioso, ma le criticità nella rosa rimangono. Le dichiarazioni sui trofei da conquistare potrebbero apparire più come “propaganda” che come certezze concrete.
Non c’è motivo di allarmismo e permane la fiducia nel valore della squadra, ma è lecito attendersi un’accelerazione. La sensazione di urgenza che in passato avrebbe potuto generare preoccupazione nell’ambiente sembra attenuata dalla presenza di Allegri. Il cambio di guida tecnica da Antonio Conte a Allegri ha modificato non solo la panchina, ma l’intera filosofia del club. Dove prima prevalevano richieste esplicite e investimenti consistenti, ora si trova un allenatore che ha fatto del pragmatismo e dell’equilibrio finanziario il suo tratto distintivo. Resta da vedere se questa strategia sarà sufficiente.