Il lavoro del direttore sportivo Giovanni Manna sul mercato del Napoli va analizzato su due piani distinti: quello aziendale e quello sportivo. Sotto il profilo prettamente aziendale, l’operato di Manna è stato giudicato perfetto. Ha portato a termine la missione prefissata dalla dirigenza, un risultato che merita sicuramente riconoscimenti interni, nonostante la probabile assenza di elogi pubblici da parte di chiunque per strada. L’obiettivo dell’azienda Napoli, infatti, non sempre coincide con quello della squadra di calcio.
Come riportato dal Corriere dello Sport, le parole del presidente Aurelio De Laurentiis in merito alla situazione della rosa erano chiare: “Il Napoli ha 47 giocatori in rosa e almeno 25 devono uscire prima di acquistarne altri. Poi bisogna parlare con l’allenatore per capire“.
Sembra che il confronto con l’allenatore non sia avvenuto, o comunque non abbia inciso sulle decisioni, facendo leva sull’approccio aziendale che caratterizza le squadre in cui ha militato il tecnico. Il direttore sportivo Giovanni Manna ha spiegato a Dimaro la necessità di rispettare determinati parametri UEFA, precedentemente sforati: “Dobbiamo rientrare in certi parametri Uefa un po’ sforati“.
Il quotidiano sportivo ha definito impeccabile l’efficacia di Manna nelle operazioni in uscita. La richiesta di 25 cessioni è stata pienamente soddisfatta, senza ricorrere a incentivi all’esodo. Tra le operazioni significative, la cessione di Romelu Lukaku al Fenerbahçe ha alleggerito il monte ingaggi lordo di 11 milioni, mentre la vendita di Stanislav Lobotka al Bayer Leverkusen ha portato nelle casse del club 32 milioni. Complessivamente, il monte ingaggi è stato ridotto di 25 milioni lordi