Antonio Conte aveva compreso la situazione di usura del Napoli, intuendo che senza interventi sul mercato la squadra non avrebbe potuto puntare alla vittoria. Al contrario, Massimiliano Allegri non ha richiesto acquisti mirati, fidandosi delle proprie capacità e della mentalità ereditata dal suo predecessore. Questa scelta sta ora mostrando le sue conseguenze.
La situazione a Napoli evidenzia come l’atteggiamento aziendalista non porti ai risultati sperati. Come già segnalato in precedenza, Allegri rischiava di essere penalizzato dagli slogan vuoti della dirigenza. Le prime tre giornate del campionato sembrano confermare questa tendenza.
Secondo quanto riportato da Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, squadre come Inter, Roma e Como stanno mostrando un ottimo gioco, ottenendo 9, 9 e 7 punti rispettivamente. Il Napoli di Allegri, invece, si trova fermo a soli tre punti.
Zazzaroni ha commentato: “Mi viene da pensare che le dimissioni di Conte (ha lasciato a terra 20 milioni lordi, staff incluso) fossero più che motivate e figlie dell’ossessione di vincere: aveva capito che la squadra rischiava l’usura e che in estate non si sarebbe fatto mercato. Antonio è attrezzato per i miracoli, ma forse s’è stancato di compierli a secco”.
L’atteggiamento di Allegri viene descritto come un paravento per la gestione del Napoli da parte di De Laurentiis: “Come d’abitudine, l’aziendalista Max s’è fidato soprattutto di sé stesso, puntando sulla mentalità trasmessa al gruppo dal suo predecessore, sulla qualità di alcuni giocatori e evitando così, colpevolmente, di pretendere due o tre acquisti in grado di assorbire il chilometraggio di sette titolari e rinfrescare un motore molto sollecitato. Il Napoli è una squadra over 30: De Bruyne 35, Spinazzola, Di Lorenzo e Politano 33, Rrahmani e Lobotka 32, Anguissa 31 tra due mesi”.