Durante Napoli-Roma, partita valida per l’ottava giornata della Serie A Enilive 2026/27, si è verificato un episodio controverso che ha coinvolto Pierluigi Gollini, portiere della Roma e doppio ex dell’incontro. Il portiere giallorosso è uscito dalla propria area di rigore per intervenire su un’azione avviata da Kevin De Bruyne.
Gollini è riuscito ad anticipare De Bruyne, ma nel farlo ha toccato il pallone con un braccio mentre si trovava al di fuori dei limiti dell’area. Questo intervento ha immediatamente sollevato dubbi sulla possibile espulsione del portiere. L’arbitro Andrea Colombo ha deciso di non interrompere il gioco e di non sanzionare Gollini, una scelta che ha generato malcontento tra i tifosi del Napoli.
A chiarire la dinamica e la decisione arbitrale è intervenuto Luca Marelli, ex arbitro, durante la trasmissione DAZN. Secondo l’analisi di Marelli, il contatto tra il braccio di Gollini e il pallone non costituisce un’infrazione. La motivazione risiede nel fatto che il portiere ha colpito il pallone con il braccio in una posizione vicina al corpo, senza conferire ad esso un volume innaturale. La posizione del braccio, anche al di fuori dell’area di rigore, è stata quindi l’elemento decisivo per la valutazione.
La Regola 12 del regolamento ufficiale IFAB stabilisce che un fallo di mano viene fischiato quando un giocatore tocca volontariamente il pallone con mano o braccio, o quando il braccio aumenta in modo innaturale il volume del corpo. La stessa norma specifica che non tutti i contatti tra pallone e braccio sono considerati infrazioni. Nel caso specifico di Gollini, Marelli ha ritenuto che nessuna delle due condizioni per la sanzione fosse soddisfatta, confermando quindi la correttezza della decisione di Colombo di non fischiare il fallo e di non comminare alcuna sanzione disciplinare.