Il Manchester United ha optato per una soluzione di continuità provvisoria, confermando Michael Carrick sulla panchina dei Red Devils malgrado le forti contestazioni provenienti dall’Old Trafford. La dirigenza intende offrire un’ultima opportunità al tecnico in vista dell’impegnativa trasferta di sabato contro il Chelsea, evitando così una rivoluzione affrettata in un momento così delicato.
Il clima attorno ai Red Devils rimane tuttavia infuocato a seguito delle recenti sconfitte contro Como e Bournemouth, che hanno messo in luce una profonda frattura tra il pubblico e i giocatori. Mentre Carrick è stato riconfermato dalla società e continua a beneficiare del rispetto e dell’apprezzamento dei tifosi, la squadra è finita sotto accusa per prestazioni considerate inaccettabili. Ora lo spogliatoio, descritto dalla stampa inglese come unito nell’intento di riscattarsi, è chiamato a una reazione di orgoglio immediata per salvare una stagione iniziata con ben altre ambizioni.
Il destino del club sarà definito da un trittico di partite cruciali. Dopo l’incontro con i Blues, lo United affronterà la Roma in Europa League e l’Aston Villa in Premier League. La successiva pausa per le nazionali sarà il momento ideale per i vertici societari per un bilancio definitivo ed eventualmente procedere a un cambio di guida tecnica. In caso di esonero, i nomi maggiormente accreditati rimangono quelli di Eddie Howe e Julian Nagelsmann, pronti a raccogliere un’eredità impegnativa. Antonio Conte, pertanto, non sembra più rientrare nei piani. Il tecnico salentino, come aveva comunicato a De Laurentiis, non accetta di guidare squadre a stagione in corso, preferendo programmare un’annata fin dall’inizio. Non mentì dunque al presidente del Napoli che gli aveva proposto la panchina azzurra in sostituzione di Garcia. Conte osserva, valuta e si gode un anno sabbatico. E naturalmente, il suo sguardo è rivolto alla Juventus, squadra in cui tornerebbe volentieri, ma iniziando il percorso dal ritiro precampionato.