“Senza un’arena di proprietà non sarà possibile competere con i grandi club del Nord”. Questa affermazione di Aurelio De Laurentiis, rilasciata durante la presentazione della maglia del centenario, sottolinea l’urgenza di dotarsi di una struttura propria. Mentre la Juventus dispone già dello Stadium e le squadre milanesi lavorano alla nuova arena di San Siro, con la Roma proiettata su Pietralata, il Napoli, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, non intende rimanere in disparte. Emergono ora i dettagli relativi all’area considerata dal club.
Nel mirino della società azzurra c’è un vasto sito industriale dismesso, esteso per circa 38 ettari, situato a San Giovanni a Teduccio. Quest’area, precedentemente legata al marchio Q8 e un tempo sede di una raffineria, potrebbe in futuro diventare il fulcro delle attività del club. L’idea non è nuova, dato che già all’inizio dell’anno De Laurentiis stava valutando la zona dell’ex raffineria di Napoli Est sia per lo stadio che per il centro sportivo. A conferire maggiore concretezza a questa ipotesi è stato il sopralluogo effettuato dall’amministratore delegato Andrea Chiavelli, che ha personalmente verificato i luoghi qualche settimana fa, confermando l’interesse.
Sul piano economico, iniziano a delinearsi le prime stime: il valore del terreno è quantificato tra i 50 e i 60 milioni di euro. Questa cifra si riferisce esclusivamente all’area e si inserisce in un quadro di investimento complessivo considerevolmente più ampio. Già nel 2018, infatti, De Laurentiis aveva parlato di un investimento tra i 120 e i 150 milioni per la realizzazione sia dello stadio che del centro sportivo.
L’impianto immaginato prevede una capienza di circa 60mila posti e la presenza di 120 SkyBox, elementi fondamentali per la generazione di ricavi negli stadi moderni. Si tratterebbe di un notevole passo avanti rispetto al Maradona, attualmente di proprietà comunale. Dopo anni di valutazioni e sopralluoghi in diverse zone dell’hinterland, il club sembra ora intenzionato a concretizzare il progetto, con l’obiettivo dichiarato di possedere un’arena propria per competere alla pari con le grandi realtà del Nord.