Le diverse sfaccettature di Massimiliano Allegri, descritte da La Stampa, sono emerse nel corso di 48 minuti di presentazione al Teatro San Carlo. L’allenatore si è mostrato emozionato, diplomatico, politico e sfrontato, incarnando la Napoli moderna, brillante e seducente. Questo nuovo capitolo della sua carriera lo vede al fianco di De Laurentiis, presidente che ha corteggiato l’allenatore per ben quattro volte prima di convincerlo.
Il quotidiano La Stampa riassume efficacemente la sua figura con la metafora: un po’ scugnizzo e un po’ Steve Jobs. Da un lato, l’anima napoletana emerge quando Allegri promette che “servirà sana cazzimma e sana follia”. Dall’altro, si manifesta il manager visionario con le sue teorie da amministratore delegato, affermando che “Essere aziendalista è un complimento, non un’offesa”. Queste due anime convivono, mantenendolo diviso tra il desiderio di valorizzare i giocatori di spicco e la necessità di gestire le finanze del club.
Sul fronte sportivo, Allegri evita proclami ma non manca di concretezza. Ammette: “Sono stato varie volte vicino al Napoli”, sottolineando che questa volta è entrato a far parte del progetto. Riconosce la forza della squadra attuale, pur consapevole che sarà necessario un ridimensionamento dell’organico, attualmente composto da 47 elementi. L’obiettivo dichiarato è “Restare negli obiettivi fino a marzo e poi, a maggio, magari chiudere con qualche trofeo”. Di fronte alla provocazione di De Laurentiis riguardo alla finale di Champions League, risponde con la prudenza di un esperto: “Prima passiamo il turno, poi si vede”. Allegri ha anche espresso un rammarico: “Con il Milan è andata male, mi addolora: è stata la prima volta che sono rimasto fuori dalle quattro nelle mie gestioni”.
Durante la presentazione al San Carlo, è stato ricordato lo scudetto sfumato nel 2018, considerato il suo più grande rimpianto. Allegri sente di avere un debito verso la città e scherza: “Sono qua per questo”. Un momento di particolare sincerità è emerso quando ha ricordato una telefonata notturna del presidente, prima della partita contro il Borussia Dortmund, in cui De Laurentiis voleva comprare un cavallo. Allegri si è fermato, visibilmente commosso, dicendo: “Scusate. Erano i giorni difficili di mia mamma”. Questa crepa umana, in una città dove i legami familiari sono così forti, ha avuto un impatto emotivo maggiore di qualsiasi dichiarazione d’intenti. Un mix di scugnizzo e Steve Jobs, ma soprattutto, quella sera, un uomo profondamente umano.