L’ex professore di Architettura all’Università degli Studi di Napoli Federico II, Carlo Gasparrini, è intervenuto a Radio Crc per esprimere le sue perplessità riguardo al progetto del nuovo stadio del Napoli, promosso dalla società guidata dal presidente Aurelio De Laurentiis.
Gasparrini ha dichiarato che l’operazione di riqualificazione urbana nell’area dei depositi della Q8, originariamente parte di un masterplan per l’area orientale di Napoli da lui coordinato, prevedeva un grande parco e un nuovo tessuto edilizio, ma non la costruzione di uno stadio. L’area, estesa per circa 400 ettari, includeva la zona Q8 di circa 100 ettari. Nonostante l’iniziale accordo, la Q8 si ritirò dall’approvazione del piano urbanistico attuativo. Gasparrini ha sottolineato la criticità dell’area a causa di una falda acquifera affiorante e della presenza di depositi petroliferi, anche se messi in sicurezza, necessitando di un trattamento particolare.
Riguardo alla bonifica dell’area Q8, Gasparrini ha spiegato che solo una parte dei circa 40 ettari su 100 è stata bonificata, mentre i restanti sono ancora depositi petroliferi attivi, alcuni dei quali forniscono carburante all’Aeroporto di Fiumicino. Ha evidenziato la mancanza di un accordo tra Q8 e il Comune di Napoli per il trasferimento di questi depositi, rendendo l’operazione complessa e critica. Gasparrini ha affermato: “Non c’è stata la volontà di trasferimento dei depositi petroliferi. Dovrebbe esserci finalmente un nuovo accordo tra Q8 e il Comune di Napoli di cui non ho ancora traccia personalmente.“
L’esperto ha poi focalizzato la sua analisi sull’accessibilità dell’area, definendola problematica per la mancanza di un collegamento tramite