Ferdinando Franzese ha inviato una lettera in cui esprime il suo rammarico per le attuali condizioni di accessibilità allo Stadio Maradona.
“È passato quasi un mese da quell’incredibile momento. Ma quell’emozione nel mio cuore, nella mia mente e nella mia anima è e resterà per sempre la stessa. Si, perché ognuno di noi nella vita ha una storia. Il 31 luglio del 2026 ho finalmente avuto l’opportunità da tifoso innamorato del Napoli e di Napoli di poter raccontare questa emozione a tutta la mia città e a tutti coloro che come me amano indissolubilmente quella maglia e quel colore azzurro.”
“Quest’ultimo ha rappresentato sin dalla nascita e rappresenta ancora la mia essenza di vita e lo sarà per sempre, poiché noi tutto ciò che siamo, lo dobbiamo solo e soltanto alle nostre origini. Sin da bambino sarei voluto andare allo stadio per dare linfa a questo mio immenso amore: così come aveva fatto bene prima di me ogni domenica in curva, da abbonata, tutta la famiglia Franzese. Tuttavia, a causa di una difficoltà motoria, non ho potuto mai dare seguito alla loro immensa storia di passione azzurra.”
“Mai e poi mai avrei pensato che una condizione di disabilità in un paese civile e democratico potesse proibirmi la mia libertà, la gioia e la felicità di vivere pienamente la mia vita. Purtroppo, il mio stadio (il nostro stadio) non ha mai rispettato, e continua a farlo tutt’oggi, i pari diritti e la pari partecipazione sociale delle persone con difficoltà motoria di entrare liberamente in ogni settore dello stadio come ogni tifoso e cittadino. Ci sono i settori dedicati, ma già questo crea una grave forma di esclusione e discriminazione e, soprattutto, differenza sociale, poiché non si permette di vivere pienamente la realtà circostante come tutti gli altri tifosi.”
“Ogni persona nella vita ha proprie esigenze e necessità, e ogni persona vive nella stessa comunità. Può capitare a tutti di avere un problema anche momentaneo ma nessuno di noi, per nessuna ragione al mondo in quel momento può o deve sentirsi discriminato, soprattutto per un qualcosa che è indipendente dalla tua volontà. Tutti dunque devono pienamente accedere alla vita di tutti i giorni ed il tema dell’accessibilità fisica e sociale è un problema che riguarda la collettività.”
“Secondo il progetto di riqualificazione dello stadio Maradona, presentato dal comune di Napoli, l’intenzione è quella di ovviare a tutte queste mancanze. Ma è giusto ricordare che l’accessibilità fisica e sociale è un diritto fondamentale dell’uomo e per tanto dovrebbe conoscere né date né scadenze anche in virtù di norme specifiche costituzionali europee ed umanitarie già presenti da molti anni ma quasi mai validate. Domenica vorrei essere in curva ( nel settore dove batte e batterà sempre forte la passione azzurra), come sempre desiderato, a sostenerti, e a saltare da una parte all’altra nel tentativo di portarti alla vittoria, ma sarò costretto a soffrire da casa e, purtroppo, lo dovrò fare per molto tempo.”