Un botta e risposta a distanza tra Dries Mertens e il direttore sportivo Giovanni Manna, avvenuto nel prepartita della sfida di Champions League contro l’Arsenal, ha messo in luce l’attuale momento difficile del Napoli, reduce da tre sconfitte consecutive tra campionato e coppa.
Da un lato l’amarezza di un idolo come Mertens, che ha semplicemente espresso il sentimento di una piazza delusa dal mercato estivo. Dall’altro la difesa d’ufficio del dirigente Manna, il quale ha parlato di idee, di equilibri da preservare e di parametri economici da rispettare. Il direttore sportivo azzurro ha inoltre manifestato risentimento per le critiche ritenute eccessive, un atteggiamento che è parso rivolto anche a Mertens.
Tuttavia, la verità sembra pendere maggiormente dalla parte di Mertens, non tanto per una questione di budget, quanto per una mancanza di visione strategica. Nessuno si aspettava colpi faraonici o investimenti fuori portata. Forse uno solo, in attacco, dove la cessione di Lukaku aveva liberato anche spazio salariale. Ciò che il popolo azzurro chiedeva a gran voce erano idee, l’esplorazione di strade alternative e uno scouting più coraggioso. Ci si chiede perché club come Como e Atalanta riescano a lanciare giovani talenti, mentre il Napoli non ci riesca. Sarebbe necessaria maggiore chiarezza verso la tifoseria, consapevole della necessità di svecchiare la rosa. Non c’erano alternative in difesa e a centrocampo, come ad esempio un altro Favasuli?
È vero che il Napoli fu contestato quando cedette contemporaneamente Ospina, Koulibaly, Fabian Ruiz, Insigne e lo stesso Mertens, ma proseguì per la sua strada. Il risultato fu la vittoria dello scudetto, grazie anche all’intuizione su giocatori come Kim e Kvaratskhelia, senza dimenticare i precedenti acquisti di Elmas e Osimhen. Le critiche sono legittime e la lettura della situazione è fondamentale. Sebbene sia presto e tutti sperino in nuove vittorie, è doveroso evidenziare i problemi. Nell’anno che precede il centenario del club, una ricorrenza che avrebbe dovuto portare un’iniezione di freschezza e brillantezza, il Napoli sembra invece arenato in una sorta di immobilismo, con la rosa che si è rivelata corta in alcuni ruoli.