Neres e Lang sono tornati ad essere i protagonisti, i veri e propri uomini del pronto soccorso per il Napoli. Un copione già visto lo scorso anno, in seguito alla sconfitta di Bologna, quando Antonio Conte minacciò le dimissioni dopo la sua celebre frase: “Io morti non ne accompagno”. In quella circostanza, il tecnico si era rivolto proprio ai giocatori che potevano risollevare la squadra.
Lang, l’olandese, si distingue per un atteggiamento da vero e proprio bullo, non trattenendo mai le parole e ricordando spesso come Conte gli abbia fatto perdere un anno di carriera. Tra i due sembra esserci un conto in sospeso, con l’olandese che non esita a esprimere il suo pensiero. A rispondere per le rime a Lang, in merito alle sue dichiarazioni su Conte, è stato Ciro Ferrara. In passato, quando era a Napoli, l’allenatore salentino aveva commentato l’olandese dicendo: “È un bravo cantante”, durante una conferenza stampa nei Paesi Bassi.
Il brasiliano Neres rappresenta l’esatto opposto. Parla pochissimo, quasi nulla in italiano, e appare schivo, specialmente nei confronti dei media. Il suo talento emerge sul terreno di gioco, grazie al suo magico sinistro. Sebbene Lang sia un giocatore valido, la differenza tecnica con Neres è notevole. Quando Neres entra in partita, offre prestazioni spettacolari, mentre Lang non sempre riesce a replicare lo stesso impatto. Visivamente, Neres sembra muoversi con maggiore fluidità, mentre Lang appare più esplosivo.
La Gazzetta dello Sport, attraverso le parole di Vincenzo D’Angelo, sottolinea come la trasformazione del Napoli sia legata anche a un aspetto umano dei suoi giocatori. “Neres e Lang hanno cambiato il Napoli perché prima di tutto sono cambiati loro: mentalmente più connessi e concentrati, fisicamente più brillanti e tonici. E tatticamente, pienamente dentro al nuovo Napoli. Che ha sfruttato al meglio lo spazio che gli ha concesso il Frosinone, anche perché è stato capace di aggredire e ripartire alto come non si era mai visto prima. Un 3-4-2-1 diverso, molto più offensivo di quelli del passato. Con i due fantasisti bravi ad aprirsi, a sfruttare l’ampiezza per puntare e creare superiorità numerica”.