Il Napoli manifesta una doppia personalità in campo, alternando momenti di grande brillantezza a periodi di inspiegabile calo. La squadra azzurra è incorsa in blackout improvvisi, come accaduto ieri in Spagna, un copione già visto dopo l’ottima prestazione contro il Frosinone. Si tratta di un comportamento da vero e proprio dottor Jekyll e Mr. Hyde.
L’ultimo risultato negativo in Champions League contro il Villarreal ha bruscamente ridimensionato le ambizioni europee. Nonostante sia ancora presto per trarre conclusioni definitive, con ancora 6 partite da disputare nella fase a gironi della Champions League 2026/27, la squadra ha collezionato due sconfitte nelle prime due uscite. Il margine di errore per l’allenatore si sta progressivamente assottigliando.
Al centro di questa crisi d’identità si trova anche un calciatore che non è mai riuscito a esplodere completamente in maglia azzurra, anche a causa di continui problemi fisici da quando è arrivato: David Neres sta affrontando un’altra stagione segnata da cronica discontinuità e problemi di salute. Dopo essere stato tra i migliori contro il Frosinone sabato scorso, ieri contro il Villarreal è praticamente scomparso dal campo quando è stato chiamato in causa da Allegri per cercare di cambiare le sorti della partita.
Giunto all’ombra del Vesuvio con la reputazione di un giocatore capace di fare la differenza, David Neres sembra destinato a diventare un simbolo dei rimpianti. Il suo limite storico è la discontinuità, l’incapacità di mantenere un rendimento costante per più partite consecutive. Gli infortuni, che ne condizionano pesantemente le prestazioni, gli impediscono di affermarsi come ci si aspettava, come dimostrato dalla deludente prestazione di ieri in Spagna. Neres incarna perfettamente questo Napoli, un simbolo di discontinuità.