La situazione del Napoli appare estremamente critica, con soli 14 punti conquistati in dieci giornate di Serie A. Sebbene la responsabilità non sia esclusivamente del tecnico, tra le sue colpe figura l’accettazione di un mercato definito inesistente e la sottovalutazione dell’addio di Antonio Conte, che ha rinunciato a otto milioni netti. La società ha contribuito con un tentativo fallimentare di valorizzare la rosa esistente, come evidenziato da De Laurentiis e Manna.
Il Napoli non è più una squadra di vertice, come dimostrano i numeri: sesta sconfitta in tredici incontri ufficiali. Gli azzurri hanno la metà dei punti della capolista Lazio, nove in meno del Como quarto in classifica e sei dal Frosinone. I 14 punti in Serie A rappresentano il peggior bottino dal campionato 2009-10. Sembrano mancare idee, identità e personalità, rendendo la situazione gravissima.
A ciò si aggiungono gli infortuni. Hojlund non è sceso in campo, mentre Milinkovic Savic è stato fermato da un affaticamento. Si sono aggiunti i problemi fisici di Di Lorenzo (risentimento agli adduttori), De Bruyne (distorsione alla caviglia), Olivera (flessori) e potenzialmente Lang, uscito zoppicando e tenendosi la coscia sinistra.
Le somiglianze con la negativa stagione successiva allo scudetto di Spalletti si fanno sempre più evidenti, e il Napoli sembra in balia degli eventi.