Il coro della curva del Napoli nei confronti di Noa Lang rappresenta un’immagine emblematica della sfida contro la Lazio, forse più del risultato finale. Dallo stadio Maradona si è levato il canto rivolto al giocatore del Napoli, protagonista in una partita in cui è stato tra i migliori in campo, fornendo il cross per l’1-1 firmato da un’autorete di Pedraza.
Il tutto ha avuto origine da un gesto compiuto da Lang a metà del primo tempo: il giocatore si è portato un dito all’orecchio, rivolto verso la Curva A. Un’azione interpretata dai tifosi come una provocazione, un modo per dire ‘non vi sento’. Per altri, invece, un invito a cantare con più vigore. Da quel momento, lo stadio ha fischiato il giocatore a ogni pallone toccato, fino a sfociare negli insulti.
Al termine della gara, mentre Lang si dirigeva verso gli spogliatoi, i suoi compagni lo hanno accompagnato sotto la Curva B. Qui, come raccontato da Alessio De Giuseppe a Dazn, si sono verificati “cori all’indirizzo di Lang non belli e riportabili”. De Giuseppe ha ricordato come, dopo il 4-1 subito a Porto, Lang fosse stato l’unico a non recarsi sotto il settore ospiti.
A Dazn, Massimiliano Allegri ha commentato il disappunto dei tifosi verso Lang: “I tifosi quando la squadra vince sono tutti bravi, quando si perde non siamo bravi. Una cosa che gli posso dire è che quello che ha da dare la squadra lo fa, poi possiamo sbagliare e in questa sosta recupereremo energie”.
Secondo Massimo Ugolini di Sky, durante il match Allegri aveva urlato un ‘no’ verso gli spalti, invitando al sostegno per la squadra. Anche lui ha subito fischi all’uscita dal campo. Angelo Carotenuto, intervenendo sempre su Sky, ha offerto la sua lettura della prestazione dell’olandese: “Forse Lang ha fatto la partita senza pensare troppo alle conseguenze, e forse era l’unica maniera di farla, bersagliato dai fischi del pubblico”