Lorenzo Lucca è stato nuovamente oggetto di critiche dopo la recente partita contro il Bologna. Nel finale dell’incontro, ha gestito in modo discutibile una situazione, mostrando un certo egoismo che ha alimentato ulteriormente il malcontento. Le critiche nei suoi confronti non nascono dal nulla: da quando è arrivato a Napoli, Lucca ha offerto prestazioni inferiori alle aspettative, con pochi gol, scarso impatto sulle partite e atteggiamenti che non hanno favorito un buon rapporto con la tifoseria. La sua apparente insofferenza e un’aria di sfida hanno contribuito ad aumentare la distanza con un pubblico mai particolarmente indulgente. Il giudizio del campo, dunque, rimane severo. Tuttavia, sorge spontanea una domanda: continuare a sottolineare ogni suo errore è davvero nell’interesse del Napoli?
Lucca, che ha da poco compiuto 26 anni, è un professionista pagato per gestire la pressione. Chi veste la maglia azzurra sa bene cosa significa giocare a Napoli, tra i grandi riconoscimenti e le alte pretese. Non si tratta di trasformarlo in una vittima, né di assolverlo per quanto non ha ancora realizzato. Esiste però una differenza sostanziale tra valutare una prestazione e trasformare ogni suo tocco di palla in un esame. Quando un calciatore entra in campo consapevole che un controllo errato, un’occasione sprecata o una scelta sbagliata confermeranno un verdetto già scritto, giocare con serenità diventa un’impresa. Persino l’egoismo mostrato contro il Bologna potrebbe derivare dalla necessità di dimostrare qualcosa nei pochi minuti a disposizione. Pur non potendo conoscere i pensieri di Lucca, è lecito chiedersi se attenderlo costantemente all’errore sia il metodo migliore per favorirne il recupero.
Esiste poi una considerazione più pragmatica: il mercato è chiuso e Lorenzo Lucca rimarrà un giocatore del Napoli fino a gennaio. Che piaccia o meno, la squadra potrebbe ancora aver bisogno del suo contributo. Pertanto, in questo momento, Lucca dovrebbe essere visto come un’opportunità, non come un problema. Fidarsi non significa ignorare le sue prestazioni attuali o concedergli un credito illimitato, ma piuttosto cercare di mettere il calciatore nelle condizioni ottimali per tornare utile. A gennaio, se la situazione sul campo non dovesse cambiare, sarà il momento delle valutazioni definitive e delle responsabilità individuali. Quello sarà il tempo dei bilanci.
Fino ad allora, forse, varrebbe la pena provare un approccio semplice: sostenere Lorenzo Lucca non perché abbia già dimostrato di meritarselo, ma perché indossa la maglia del Napoli e un suo eventuale rilancio gioverebbe a tutti.
Come disse Johann Wolfgang von Goethe: “Tratta un uomo per quello che è e rimarrà quello che è. Trattalo per quello che può e dovrebbe essere e diventerà quello che può e dovrebbe essere