La vicenda che vede coinvolti Amir Rrahmani e la Federazione calcistica del Kosovo è emersa pubblicamente alla vigilia del raduno della Nazionale. Lo studio legale “Hodaj & Partners” ha reso noto di rappresentare il difensore del Napoli, capitano della selezione kosovara con 67 presenze e sette gol, in merito a presunti attacchi, minacce, insulti e lesione della reputazione. Secondo quanto dichiarato dal legale, tali azioni sarebbero riconducibili a “persone chiave e legate all’interno della Federazione calcistica del Kosovo”. Il comunicato non ha specificato se le accuse siano dirette a dirigenti federali o a soggetti a loro vicini, e al momento le identità non sono state rese note pubblicamente.
Lo studio legale, guidato da Taulant Hodaj, ex segretario generale ad interim della FFK, ha comunicato l’avvio delle prime procedure giudiziarie:
“Sono già state intraprese le prime azioni legali, presentate agli organi di giustizia sulla base di prove e fatti, nei confronti delle persone responsabili già identificate e di quelle che verranno identificate. Per più di due anni il capitano Rrahmani ha dovuto affrontare minacce, attacchi e pressioni continue. Nonostante ciò, ha scelto di affrontare le proprie preoccupazioni all’interno delle istituzioni e di non renderle pubbliche, mettendo l’interesse della Nazionale e del Kosovo davanti al proprio.”
Queste dichiarazioni rappresentano la versione della difesa del giocatore, con le responsabilità che saranno accertate nelle sedi opportune. Sul piano sportivo, Rrahmani rimane un elemento fondamentale per il Napoli, contribuendo alla recente vittoria contro il Bologna e rappresentando un giocatore insostituibile per una squadra con un organico limitato.
Non si tratta della prima situazione di attrito. In precedenza, vi era stato uno scontro tra il difensore e i rappresentanti del gruppo di tifosi kosovari, i “Dardanët”. La vicenda di Bucarest, successiva all’incontro Romania-Kosovo, rimane poco chiara. La partita fu interrotta a causa di cori “pro-serbi” intonati dal pubblico rumeno, secondo quanto riportato dalle cronache. Durante le discussioni che precedettero lo stop, intervennero tra gli altri Rrahmani, il presidente della FFK Agim Ademi e lo stesso Hodaj. La gara fu poi omologata 3-0 per la Romania, una decisione che penalizzò il Kosovo. Secondo i media locali, in quell’occasione si verificarono tensioni nel ritiro, con i giocatori che si stavano dirigendo verso gli spogliatoi.
A riaccendere i riflettori sulla questione è stato il giornalista kosovaro Bujar Mehmeti, il quale su X ha collegato la scelta di Rrahmani di allontanarsi dalla Nazionale a presunte pressioni da parte di persone vicine alla federazione. Questa ricostruzione, va sottolineato, non è stata confermata e necessita di verifica, e i diretti interessati non si sono ancora espressi. La stessa fonte riporta che altri sei giocatori — tra cui Edon Zhegrova, Muslija, Muric, Rashica, Muriqi e Berisha — starebbero valutando la possibilità di divulgare materiale a supporto delle proprie versioni.
Il momento è delicato: dal 24 settembre al 4 ottobre il Kosovo affronterà quattro partite di Nations League. Resta da vedere se il capitano risponderà alla convocazione. Questa situazione rappresenta un’ulteriore preoccupazione per il Napoli, che da un difensore come lui si aspetta continuità e serenità, specialmente dopo un inizio di stagione difficile e con diversi giocatori in infermeria.