Le indiscrezioni delle ultime settimane convergono su un punto: Massimiliano Allegri considera Kevin De Bruyne un giocatore da rimettere al centro del progetto tecnico, dopo una stagione complicata. L’idea sarebbe quella di costruirgli un ruolo “su misura”, valorizzandone qualità, esperienza e leadership, senza per questo cadere nella trappola e nella tentazione di cui è stato vittima e ostaggio il suo predecessore, di orchestrare un sistema per tenere i 4 centrocampisti tutti in campo. Ecco che dunque il tecnico livornese ha in mente tre diverse soluzioni.
La soluzione più probabile vede De Bruyne impiegato come mezzala destra in un 4-3-3. In questo assetto, con Lobotka regista basso e McTominay mezzala sinistra, il belga avrebbe grande libertà. Potrebbe abbassarsi vicino a Lobotka durante la costruzione, ricevere tra le linee sul centro-destra, cambiare gioco con lanci lunghi e rifinire con cross. In fase difensiva, non gli verrebbe chiesto un pressing continuo, ma un lavoro di schermatura delle linee di passaggio, simile a quanto Allegri ha fatto in passato con centrocampisti tecnici come Pirlo o Pjanic.
Un’altra opzione, forse la più spettacolare, è quella del trequartista nel 4-2-3-1. Con due mediani alle spalle (Lobotka e McTominay o un centrocampista più fisico), De Bruyne avrebbe completa libertà di occupare la zona di rifinitura, servire gli esterni, dialogare con il centravanti e arrivare al tiro. Questa soluzione potrebbe essere utilizzata contro squadre molto chiuse.
Infine, qualora Allegri optasse per una difesa a tre, ipotesi al momento improbabile, De Bruyne potrebbe agire da regista offensivo nel 3-5-2. In questa configurazione, avrebbe licenza di muoversi tra centrocampo e trequarti, creare superiorità numerica, attaccare il mezzo spazio destro e rifinire per le punte, con gli altri centrocampisti a garantire l’equilibrio.
Conoscendo il tecnico livornese, difficilmente chiederebbe a De Bruyne pressing ultra-offensivo o corse continue all’indietro. Gli chiederebbe invece di decidere il ritmo della partita, scegliere quando accelerare e fare la giocata decisiva negli ultimi trenta metri. Questo principio Allegri lo ha sempre applicato con i suoi fuoriclasse: sacrificare qualcosa nell’intensità per ottenere il massimo in termini di qualità.
L’idea di base è un centrocampo con Lobotka regista, De Bruyne mezzala destra e McTominay mezzala sinistra. Un reparto estremamente complementare in cui Lobotka organizza il possesso, De Bruyne crea e McTominay rompe gli equilibri con gli inserimenti. Il belga potrebbe ricevere più spesso nella zona in cui è storicamente devastante: il mezzo spazio destro, da cui può inventare assist, verticalizzazioni e cross tesi, senza essere costretto a giocare spalle alla porta. Questa soluzione è ritenuta da diversi osservatori la più coerente con le idee iniziali del nuovo Napoli di Allegri.
Riguardo a Frank Anguissa, non è detto che venga accantonato. Allegri apprezza centrocampisti fisici, dinamici e tatticamente intelligenti. Anguissa possiede caratteristiche uniche come progressione palla al piede, capacità di rompere il pressing avversario, forza nei duelli e copertura degli spazi in transizione. Il nodo è la convivenza con un centrocampo formato da Lobotka, McTominay e De Bruyne. Si immaginano 3 scenari.
Lo scenario 1, il più probabile, è la rotazione di alto livello. Con Serie A, Champions League e Coppa Italia, Allegri potrebbe alternare frequentemente i quattro centrocampisti. Utilizzerebbe Lobotka – De Bruyne – McTominay contro avversari chiusi; Lobotka – Anguissa – McTominay contro squadre fisiche o nelle grandi sfide europee, con De Bruyne più avanzato o inizialmente in panchina. In questo modo Anguissa giocherebbe comunque molte partite.
Lo scenario 2 prevede un 4-2-3-1, dove Anguissa sarebbe uno dei candidati ideali ad affiancare Lobotka come mediano. Davanti potrebbe agire De Bruyne da trequartista, con maggiore libertà offensiva. Questa soluzione garantirebbe più equilibrio senza rinunciare alla qualità.
Lo scenario 3 riguarda la gestione delle energie. Anguissa ha accumulato moltissimi minuti nelle ultime stagioni e Allegri è noto per gestire i giocatori esperti dosandone l’impiego. Potrebbe quindi essere impiegato in modo più selettivo. Esiste poi il tema del mercato: se Anguissa dovesse ricevere un’offerta importante e il Napoli la ritenesse economicamente vantaggiosa, la situazione cambierebbe. In quel caso l’investimento su De Bruyne e la crescita di altri centrocampisti potrebbero rendere più sostenibile una sua cessione. Al momento, però, non c’è alcuna certezza che ciò accada e molto dipenderà dalle offerte e dalle valutazioni della società.
Se Anguissa resterà in rosa, non va visto come un giocatore “accantonato”. Resta concreta l’ipotesi di un centrocampo con quattro titolari per tre posti: Lobotka (regista e punto di riferimento), McTominay (incursore e uomo box-to-box), De Bruyne (creatore di gioco e rifinitore) e Anguissa (equilibratore, utile per aumentare intensità e copertura). In una stagione con oltre 50 partite, Allegri difficilmente si affiderà sempre agli stessi tre. La sua gestione storica punta ad avere un nucleo di centrocampisti intercambiabili, scegliendo di volta in volta il mix più adatto all’avversario. Proprio per questo, Anguissa potrebbe continuare a essere una risorsa di primo piano, pur senza avere la garanzia di essere sempre titolare.